Pubblico Ergo Sum

- Documento CUN sugli indicatori di attività scientifica: AREA 11 Sc. Storiche, FIlosofiche, Pedagogiche e Psicologiche

Archiviato in: criteri minimi — admin @ 11:07

27 Dicembre 2008

Indicatori di valutazione dell’attività scientifica e di ricerca
AREA 11 - SCIENZE STORICHE FILOSOFICHE PEDAGOGICHE E PSICOLOGICHE

Premesso

che l’Area 11 è formata da 34 settori scientifico-disciplinari, raggruppati in sette ambiti distinti
(storico, filosofico, pedagogico, psicologico, geografico, demo-etno-antropologico, e delle scienze
motorie), dal punto di vista scientifico e della ricerca presenta le seguenti caratteristiche:
- è caratterizzata da una produzione scientifica in gran parte di Area umanistica con alcuni
ambiti che hanno maggiori interrelazioni verso le scienze empiriche (come quelli
psicologici, delle scienze motorie, i “logici”) e presenta pubblicazioni prevalentemente in
lingua italiana;
- utilizza metodologie di valutazione basate sulla rilevanza intrinseca delle pubblicazioni,
sulle valutazioni espresse dalla comunità scientifica di riferimento, sulla qualità della sede
editoriale di pubblicazione e sull’impatto internazionale;
- tenuto conto delle indicazioni pervenute dai Presidenti delle Conferenze dei Presidi delle
Facoltà di Lettere e Filosofia, di Scienze della Formazione, di Psicologia e di Beni culturali
e dalle Associazioni scientifiche operanti nei vari SSD e rinviando ad altro momento
l’individuazione dei criteri per la valutazione della rilevanza delle sedi di pubblicazione dei
lavori scientifici su riviste e case editrici.

Premesso inoltre

che all’interno dell’Area 11 sono presenti settori (come M-FIL/02, M-EDF/01 e 02 e M-PSI/01-08)
in stretta relazione con altre Aree, nei quali vengono utilizzati metodologie e strumenti in uso
tradizionalmente nelle scienze empiriche.

Tutto ciò premesso il Comitato 11
Indica

per l’Area i seguenti indicatori di qualificazione scientifica in relazione ai diversi livelli concorsuali,
applicabili ai vari ambiti:

Per i concorsi di Ricercatore Universitario:

- Una monografia, espressiva di un impegno complessivo di ricerca, eventualmente risultato
dello sviluppo in modo autonomo della tesi di dottorato, e una serie di almeno tre contributi
(saggi o articoli) significativi anche sul piano della consistenza, pertinenti al settore
scientifico-disciplinare, pubblicati in riviste qualificate o in volumi collettanei, nell’arco di
tempo dell’ultimo quinquennio, in modo continuativo, che evidenzino l’attitudine alla
ricerca e la costanza nell’impegno, con riferimento alla prassi consolidata nelle rispettive
comunità scientifiche.
- Attività di ricerca documentata da almeno un triennio, tramite il conseguimento del
dottorato di ricerca o forme di collaborazione all’attività di gruppi di ricerca universitaria o
autonoma.

Per i concorsi di Professore Associato:

- Due monografie, o almeno una monografia ed una serie di contributi che possano
considerarsi per quantità di impegno e unitarietà di ricerca equivalenti ad una monografia,
oltre una serie di contributi significativi (almeno sei), prodotti nell’arco di tempo degli
ultimi dieci anni - con riferimento alla prassi consolidata nelle rispettive comunità
scientifiche - che dimostrino continuità e costanza nell’impegno di ricerca, e che mettano in
rilievo l’ampliamento del ventaglio di interessi.

Per i concorsi di Professore Ordinario:

- Almeno due monografie ed una nutrita serie (almeno dodici) di saggi significativi, in grado
di offrire un contributo all’avanzamento delle conoscenze dell’ambito disciplinare - con
riferimento alla prassi consolidata nelle rispettive comunità scientifiche - che dimostrino la
piena padronanza della disciplina nei suoi metodi e nei suoi contenuti e un maturo
inserimento nel dibattito scientifico dell’Area di riferimento.
- L’insieme dell’attività scientifica deve mostrare continuità, maturità, e capacità propositiva
nel settore di afferenza.

NOTA

Per i SSD M-EDF/01 e M-EDF/02, vista la differente origine culturale dei candidati, (generalmente
provenienti da SSD delle Aree 5, 6 e 11) verranno utilizzati, a seconda del tipologia curriculare del
candidato, gli indicatori dell’Area relativa.

3 commenti »

  1. From: cantini@philos.unifi.it
    Reply-To: Università e Ricerca Forum
    Date: Sat, 27 Dec 2008 13:30:36 +0100
    To: Università e Ricerca Forum

    Subject: [Universitas_in_trasformazione] Universitas_in_trasformazione] Documento CUN sui requisiti minimi

    Ho visto il documento CUN. Per quanto riguarda l’area 11 (umanistica:
    storia, filosofia, psicologia..), la mia prima reazione è negativa,
    anche se riconosco la difficoltà di stabilire dei
    minimi.

    1) Quanto alla tabella che si legge nel sito indicato da Battiston,
    trovo burocratico e scientificamente ridicolo che i 34 settori
    dell’area 11 siano
    assoggettati a una sola regola (per fascia) che ha come effetto quello
    di formalizzare il requisito della o delle monografie fatte per
    vincere i concorsi, cementando l’ uso — che io trovo inammissibile se
    non c’è adeguato referaggio — di utilizzare fondi di ricerca per
    pubblicarle ….!

    2) anche se capisco di nuovo il problema della complessità, trovo
    eccessivamente semplificatorio (eufemismo) quanto scritto nella
    premessa dell’area 11 che incollo:
    ======================================================================
    “[l'area 11] è caratterizzata da una produzione scientifica in gran
    parte di Area umanistica con alcuni ambiti che hanno maggiori
    interrelazioni verso le scienze empiriche (come quelli psicologici,
    delle scienze motorie, i “logici”) e presenta pubblicazioni
    prevalentemente in lingua italiana)”.
    ==================================================================
    (Notare il curioso riferimento ai “logici” fra virgolette, non alla
    disciplina e la loro promozione fra le scienze empiriche; scusate se
    mi fermo su un punto che è di sicuro trascurabile, ma non posso farne
    a meno.)

    Conclusione: sono scettico, molta burocrazia, non certo dei sistemi per
    avere concorsi più fair.

    Andrea Cantini

    Commento di admin — 27 Dicembre 2008 @ 13:58

  2. From: annick.farina@unifi.it
    Reply-To: Università e Ricerca Forum
    Date: Sat, 27 Dec 2008 15:30:12 +0100
    To: Forum Università e Ricerca

    Subject: [Universitas_in_trasformazione] Documento CUN sui requisiti minimi

    Sono d’accordo con il collega Cantini, ho guardato 10 e 11 e più o
    meno corrisponde. Anche secondo me questa valutazione sopratutto sulle
    monografie va nel senso dell’autopubblicazione di volumi senza alcun
    interesse scientifico e quindi non va! Ho consultato invece altri
    settori in cui vengono valutate anche la formazione di ricercatori,
    l’aiuto allo sviluppo di progetti più vasti che mi sembra anche
    rilevante per noi (penso al mio lavoro in un progetto che potrebbe
    durare anche 20 anni prima di essere pubblicato su cui lavorano ben 30
    ricercatori e dottorandi che formo da anni con un’altra collega. Certo
    non pubblico monografie su questo argomento e solo articoli piuttosto
    tecnici anche all’estero e protocoli interni di ricerca per tutti i
    partecipanti, programmi informatici ad hoc ecc.). Questo lavoro non
    corrisponde alla tradizione della mia area dove non si possono
    generalmente sviluppare tali progetti per mancanza di fondi e di
    tradizione … ma…
    Un’altra volta ho guardato in Francia come vengono valutati i
    ricercatori per la carriera e vedo che i criteri sono quelli esposti
    qui (e mi sembra giusto valutare anche quelli assolutamente!):

    ● Qualité et volume des publications
    ● Intégration à l’unité. Aptitude à prendre des responsabilités (ex :
    site web, labintel, bibliothèques…)
    ● Ouverture interdisciplinaire
    ● Ouverture vers l’international (participation à des colloques à l’étranger)

    Per i direttori di ricerca:
    Avancement au grade DR1

    ● Publications d’ouvrages de synthèse et d’articles fondamentaux
    ● Engagement dans la communauté scientifique nationale ou
    internationale de type administratif ou scientifique
    ● Prise de risque, mobilité thématique ou fonctionnelle
    ● Direction ou coordination des recherches (organisation d’écoles, de
    colloques, direction de comité de rédaction de collection, de revues
    scientifiques…)

    Avancement au grade DRCE
    ● Mêmes qualités que pour DR1 avec une évaluation encore supérieure
    ● La reconnaissance internationale est indispensable
    ● Direction de grands projets et/ou responsabilités dans des outils de
    la recherche
    ● Direction de programme scientifique d’envergure nationale et internationale

    Commento di admin — 27 Dicembre 2008 @ 20:44

  3. Penso che quest’area disciplinare sia il risultato di una visione ‘Gentiliana’ (dal filosofo) della cultura e della ricerca che dovrebbe essere stata abbandonata da molto tempo e ritengo quasi impossibile una mediazione ragionevole tra discipline oggi infinitamente distanti dal punto di vista delle teorie e dei metodi di ricerca. Esistono valutazioni internazionali basate anche sull’indice ‘ H’ che includono le scienze sociali. Vi inviterei a visitare il sito:http://www.scimagojr.com/index.php. La posizione dell’Italia, se si considerano tutte le aree disciplinari è abbastanza buona: 8° posto. Nell’area delle scienze sociali la posizione del nostro paese scende al 15° posto, dopo Giappone, Cina, Olanda e Israele; mentre in un settore disciplinare della psicologia che corrisponderebbe al nostro M-PSI/02 l’Italia raggiunge addirittura il 6° posto. Nelle scienze sociali non viene inclusa ne la storia ne la filosofia. Posizioni ideologiche a parte, mi chiedo se la necessità di preservare le aree disciplinari esistenti valga veramente il rischio di stabilire criteri minimi che potrebbero trascinare verso il basso la produttività scientifica di settori trainanti nel nostro paese.

    Commento di Simona Cabib — 22 Gennaio 2009 @ 18:23

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