- Documento CUN sugli indicatori di attività scientifica: Introduzione
27 Dicembre 2008
DOCUMENTO DI LAVORO DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE SU:
“INDICATORI DI ATTIVITA’ SCIENTIFICA E DI RICERCA”
INTRODUZIONE
Vista la richiesta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 5 settembre u.s. di
formulare “proposte atte ad individuare alcuni indicatori di qualità relativi all’attività scientifica e di
ricerca da definire in relazione ai diversi livelli concorsuali e alle peculiarità delle diverse Aree
scientifiche. La prospettiva è determinare standard minimi di qualità necessari per un ottimale
svolgimento delle procedure concorsuali. Tali indicatori saranno utilizzabili anche per determinare
il grado di qualificazione dei proponenti dei Progetti di ricerca di interesse nazionale, ……”
Premesso
- che la promozione della qualità ed eccellenza del sistema universitario dipende da molteplici
fattori e non può prescindere da un’autonomia responsabile degli Atenei nella valorizzazione del
merito ad ogni livello;
- che molte delle presenti difficoltà nello svolgimento delle procedure comparative, intrinseche al
meccanismo in vigore e collegate all’attuale definizione dello stato giuridico dei ricercatori e
professori universitari, possono essere superate (come evidenziato anche dalle Linee Guida
governative su Università e Ricerca) solo attraverso una significativa riforma su cui il CUN ha già
espresso più volte il proprio parere;
- che criteri condivisi e trasparenti di valutazione dell’attività scientifica dei candidati ai diversi
livelli concorsuali costituiscono un elemento importante per promuovere i migliori talenti e la
qualità delle Università;
- che l’efficacia di tali criteri ai fini della qualificazione e del rinnovamento dell’Università può
manifestarsi soltanto se i concorsi e le conseguenti prese di servizio avvengono con continuità e
regolarità.
Ritenuto
- che gli indicatori proposti sono intesi esclusivamente al fine di determinare livelli minimi
normalmente accettabili per l’ammissione alle diverse fasce della docenza;
- che tali livelli minimi non possono essere utilizzati per determinare in modo automatico
l’esclusione o l’ammissione di un candidato ad una valutazione comparativa;
- che gli indicatori forniscono una rappresentazione inevitabilmente sommaria dell’attività
scientifica dei candidati e che le commissioni giudicatrici, cui esclusivamente compete la
responsabilità di stabilire la graduatoria finale, devono comunque formulare un giudizio qualitativo
su tale attività scientifica;
- che gli indicatori proposti nulla debbono togliere all’autonomia degli Atenei nella libertà di
strutturare i bandi di concorso secondo le necessità espresse dagli Organi collegiali degli Atenei
stessi;
- che comunque i valori minimi proposti per gli indicatori ai fini dell’accesso alle fasce di docenza
sono punti di riferimento qualificanti per le commissioni e per l’autovalutazione dei candidati;
- che in caso di non osservanza di tali valori minimi le commissioni debbono motivare le ragioni
della loro scelta.
Ritenuto inoltre
- che gli indicatori scientifici per l’accesso alle valutazioni concorsuali, dal reclutamento alla
progressione di carriera, e gli indicatori di qualità per la valutazione dei proponenti dei progetti di
ricerca di interesse nazionale, benché collegati, non siano totalmente coincidenti;
- che questi indicatori non necessariamente coincidono con i “parametri” per le procedure di
valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori e sono distinti dai “ criteri indicanti il
carattere scientifico delle pubblicazioni” ai fini della valutazione dell’attività di ricerca dei docenti,
che il CUN dovrà individuare in base al D.L. n. 180 in fase di conversione in legge dal Parlamento;
- che i valori proposti per gli indicatori, in quanto minimi, non possono considerarsi sufficienti ai
fini del reclutamento per “chiamata diretta” e che in questo caso le proposte degli Atenei devono
basarsi su più ampi requisiti di elevata qualità scientifica, didattica e curriculare;
- che deve essere tenuto in considerazione il principio di equità e non discriminazione di genere per
cui, in caso di maternità o congedo parentale, la continuità temporale della produzione scientifica e
la quantità-densità di pubblicazioni deve essere adeguatamente rimodulata, specie in quelle Aree in
cui si richiede l’allontanamento dai laboratori per tutta la durata della gravidanza e
dell’allattamento.
Considerato
- che per la complessità dei saperi e per la specificità delle discipline e delle tradizioni delle diverse
comunità scientifiche non è possibile utilizzare gli stessi indicatori per tutte le Aree e in qualche
caso neppure per tutti i SSD in esse compresi;
- che tutti gli indicatori debbono essere aggiornati periodicamente dal CUN;
- che gli indicatori devono essere semplici, trasparenti, facilmente applicabili e congrui per le
diverse Aree o gruppi di SSD
il CUN
consultate le Comunità Scientifiche di riferimento ha elaborato per ciascuna Area o laddove
necessario per gruppi di SSD i seguenti indicatori dell’attività scientifica e i relativi valori minimi
da utilizzare esclusivamente per l’accesso ai diversi livelli concorsuali .
Come dovevasi dimostrare: il CUN si assicura che i criteri comunque formulati non debbano servire a nulla. Certamente MAI per inserire o non inserire qualcuno in una lista di vincitori di concorso. I settori poi devono essere più piccli possibile, anzi il meglio sarebbe che fossero formati da un solo ricercatore, che sia contemporaneamente giudice e candidato!!
Scusate ma siamo sempre alle solite. Da più di cinquanta anni non un solo piccolo passo in avanti.
GG
Commento di Giovanni Giacometti — 27 Dicembre 2008 @ 14:20
Questo breve articolo di G.A. Stella, riguardante il presidente del CUN e la sua figliola, getta un’ombra pesantissima su tutta l’operazione “requisiti minimi”: http://intranews.sns.it/intranews/20090107/SIO3192.PDF
Non ho sentito nessuna reazione, non un tentativo di autodifesa, non una espressione di sdegno.
Alcuni comitati di area hanno fatto un lavoro serio, impegnandosi in riunioni e discussioni. Come possono accettare di avere simili interlocutori?
Commento di Davide Rocchesso — 12 Gennaio 2009 @ 09:03
Mah!!!! Sufficiente come commento… Criteri o non criteri… ma qualcuno ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose… ??? I nostri cari superiori come sono arrivati lì….??? Rispondessero a questa banale domanda prima di prenderci in giro
Commento di Giuseppa Romano — 21 Gennaio 2009 @ 11:09
E poi…. si guardassero allo specchio???? Le monografie i dottorati… CHI e Ripeto CHI decide di farli pubblicare o vincere….. SIAMO in un paese Formalmente democratico… quindi mi sia permesso di denuncuiare il mio disdegno per l’ENNESIMO tentativo dei Prodfessori, dei politici e del NOSTRO AMATO MINISTRO di prendersi BURLA di quanti facendo e contiunando a fare i concorsi CREDONO VERAMENTE che LA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO SIA POSSIBILE E LAVORANO QUOTIDIANAMENTE PER RENDERLO POSSIBILE…. WE CAN….è soltanto questo che il nostro ministro dovrebbe garantirci nella gestione della cosa pubblica… la demagogia la faccia con gli sciocchi suoi pari…
Commento di Giuseppa Romano — 21 Gennaio 2009 @ 11:13
Mi sono fatto il mio ‘h’ e, me tapino, ho raggiunto un misero 4.
Poi ha visto che molti colleghi, anche non blasonati, raggiungono un favoloso 10.
La circostanza che alcuni premi Nobel hanno totalizzato 15 mi ha rinfrancato, facendomi
godere del fatto che teoricamente sono ad 1/4 della strada per il Nobel, mentre alcuni giovani
valorosi ne hanno da percorrere appena 1/3. Auguri a me e ai giovani: loro ce la faranno sicuramente, io forse, se mi impegno…. A meno che non arrivi qualcuno che inventa un indice
che misura il lavoro che fai e quanto serve. Qualcuno dovrà ricominciare da capo!
Commento di Claudio Braccesi — 22 Gennaio 2009 @ 14:10